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Le Saline di Trapani Le Saline di Trapani Le Saline di Trapani

Le Saline di Trapani

Riserva Naturale di Trapani

La Riserva naturale orientata Saline di Trapani e Paceco è stata istituita nel 1995 Rappresenta una riserva atipica in quanto le Saline di Trapani sono proprietà private dove, ancora oggi, viene effettuata un "attività industriale". Di fatto le Saline di Trapani continuano ad esistere solamente grazie alla passione e alla costanza dei proprietari e degli uomini che ci lavorano. L’area protetta ha un’estensione complessiva di circa 1000 ettari, ed è divisa in 2 zone, di cui 700 ha di zona A, coincidente con le vasche di salina, e circa 300 ha di zona B. 

Notevole la presenza entro i confini della Riserva di diverse specie vegetali rare, incluse tra quelle più vulnerabili al rischio di estinzione nel "Libro Rosso delle Piante d'Italia": Una vera “attrazione” della Riserva è il cosiddetto “Fungo di Malta”, che in realtà non è un fungo ma una pianta parassita. Si tratta di una specie rara: in Italia, oltre alla zona fra Trapani e Marsala, è possibile osservarla solo in poche aree costiere della Sardegna e della Basilicata.

Le saline sono un importantissimo luogo di sosta per migliaia di uccelli durante la migrazione sia autunnale che primaverile, pertanto la zona risulta essere di particolare interesse ornitologico; infatti sono 208 le specie finora censite, fenicotteri, spatole, aironi bianchi , garzette, falchi di palude, cavalieri d’Italia, fraticelli, fratini, calandrella, il Martin pescatore. 
Situate lungo la rotta migratoria di migliaia degli uccelli acquatici, che in primavera ed in autunno si spostano tra il continente africano e quello europeo. Il tratto di costa che comprende l’area delle saline di Trapani, Nubia e Marsala, rappresenta per l’avifauna migratoria il trait d’union tra il continente europeo e quello africano. Ogni anno in primavera ed in autunno centinaia di migliaia di uccelli si spostano per raggiungere i quartieri di riproduzione o di svernamento, seguendo direzioni ben precise le “rotte migratorie” vere e proprie autostrada del cielo. In Primavera uccelli migratori proveniente dall’Africa, dopo la lunga traversata del Canale di Sicilia, trova nelle saline la prima e la più grande zona umida, in cui sostare ed alimentarsi, recuperando le energie perdute durante la traversata prima di ripartire diretti verso Nord. Agli Aironi alle Spatole, ai Mignattai si associano passeriformi di diverse specie, che sostano diversi giorni all’interno delle vasche, prima di ricominciare il volo frenetico, diretti verso le zone di riproduzione.

Mentre gli ultimi stormi lasciano le saline diretti verso Nord, le specie nidificanti si apprestano a trovare un argine sicuro, in cui deporre le loro uova che coveranno fino alla schiusa, scacciando eventuali intrusi dai propri territori. Passata la stagione estiva e con essa terminate le operazioni di raccolta del sale, lentamente inizierà la migrazione di ritorno, già .
Così in autunno alle salina centinaia di uccelli sverneranno nelle vasche, sugli argini, nei canali, spostandosi da un isolotto ad un mulino dove poter riposare. Mentre migliaia di anatre reali, continueranno a banchettare nelle vasche, E come in un ciclo continuo, agli uccelli svernanti e stanziali, che hanno trascorso i rigidi mesi invernali presso le saline, tra questi gli splendidi Fenicotteri rosa, da marzo in poi si associeranno, centinaia di altre specie, provenienti dall’Africa, che ancora una volta voleranno verso Nord

Questo luogo è un paradiso per le specie volatili, ma lo può essere anche per chi lo visita in vacanza. Infatti la scoperta delle saline è un'esperienza quasi mistica, I salinai si muovono con una tale naturellezza che anche gli uccelli non hanno paura di loro. La raccolta del sale, effettuata ancora in modo tradizionale si riconosce quando le vasche iniaizno a mutare i loro colori, diventando prima rosa e poi di un bianco candido e Cristallino. 

I colori appunto, Le saline hanno delle sfumature magiche. Sopratutto al Tramonto.
Quando il rosso del sole si specchia nell'azzuro rosato di quest'acqua Salmastra cullata dai mulini a vento non viene difficile capire perchè le rotte migratorie abbiano deciso di far sosta qui. 

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